20/06/2018

Tendinopatia della zampa d'oca: sintomi, cura e prevenzione

Cos’è la tendinopatia della zampa d’oca, come si manifesta e quali sono i fattori determinanti? Abbiamo chiesto al Fisioterapista Luca Zamprotta di Azimut Biella di intervenire su questa tematica e rispondere a queste e molte altre domande.

Come si manifesta la tendinopatia della zampa d’oca?

La tendinopatia della zampa d’oca è una condizione di frequente riscontro in chi pratica attività sportiva tipo corsa, step e bicicletta e nei soggetti di sesso femminile. Il dolore è elevato ed è spesso causa di interruzione forzata dell’attività sportiva o ne impedisce la pratica nelle fasi sub-acute.
Solitamente subentra dopo sovraccarico funzionale e l’infiammazione si manifesta con dolore urente e bruciore nella parte superiore ed interna della tibia, dove si inseriscono i tendini della zampa d’oca.

Perché si definisce “zampa d’oca”?

I tre tendini che formano la zampa d’oca traggono origine da 3 diversi muscoli che sono: il muscolo gracile, semitendinoso e il sartorio. Questi muscoli, alloggiati nella coscia, permettono la flessione del ginocchio e la rotazione esterna della coscia rispettivamente. I tendini terminali di questi muscoli si inseriscono sulla parte interna della tibia, subito sotto il ginocchio, assumendo un aspetto “palmato” simile alla zampa di un’oca. In stretto rapporto con i tendini c’è la borsa sierosa che spesso si infiamma insieme ai tendini sopra detti, determinando l’insorgenza della borsite della zampa d’oca.

Quali fattori sono predisponenti?

I più determinanti sono:

  • Il sesso femminile, in quanto la donna presenta un maggiore valgismo delle ginocchia
  • Il valgismo delle ginocchia: il ginocchio valgo determina uno “stiramento” delle strutture tendinee interne. I piedi piatti accentuano il valgismo delle ginocchia
  • Contratture e/o ipotonotrofia muscolare: il quadricipite è il principale muscolo che stabilizza il ginocchio, insieme agli altri muscoli della coscia e, se non in condizione, favorisce il sovraccarico funzionale sul ginocchio e sulle strutture adiacenti
  • Lesioni del comparto interno del ginocchio: lesioni del menisco interno e del legamento collaterale mediale talvolta si associano alla tendinopatia
  • Artrosi di ginocchio
  • Sovrappeso

Come si cura?

1. Riposo: è la migliore terapia per tutte le tendinopatie
2. Ghiaccio: è buona norma applicare più volte del ghiaccio sulla parte interessata per 10-15 minuti durante la giornata
3. Tutore: in alcuni casi può essere utile un tutore di ginocchio in estensione che mantenga a riposo l’articolazione
4. Antinfiammatorio locale: è possibile utilizzare pomate/gel a base di sostanze con azione antiinfiammatoria (ad esempio arnica) 3 volte al giorno

Seguendo questi consigli nell’arco di una settimana si dovrebbero ottenere già dei benefici. Comunque è sempre indicato rivolgersi al proprio medico specialista di fiducia (tra cui il fisiatra). La diagnosi è semplice, essenzialmente clinica e l’elettroterapia può essere molto utile per risolvere il dolore e l’infiammazione tendinea. Per questo sono indicate le terapie fisiche strumentali (ultrasuoni, diatermia, laserterapia, ionoforesi). È fondamentale però associare una buona riprogrammazione muscolare con esercizi mirati graduali.

Come si previene?

L’equilibrio muscolare e la pratica regolare di attività sportiva sono la base per evitare in generale le tendinopatie. Utile lo stretching dei muscoli degli arti inferiori, per contrastare le contratture, soprattutto dei muscoli quadricipite femorale, flessori del ginocchio e polpacci.

Da tenere a mente è che, quando si inizia uno sport o un’attività motoria in generale, soprattutto se fino a questo momento si ha avuto una vita sedentaria, è bene cominciare in modo graduale. L’esercizio fisico svolto in modo graduale permette di comprendere i propri limiti e di superarli, riuscendo a trovare la giusta regolarità ed essendo così in grado, non solo di curare, ma anche di prevenire tanti possibili infortuni.