Correre la maratona di New York a piedi nudi si è rivelato un momento di grande intimità con la città stessa. Un’atmosfera e un’accoglienza inimmaginabili. I suoi 2.000.000 di spettatori ti trasmettono un caloroso abbraccio lungo 40 km.
Eppure, nonostante i cori di voci assordanti e la folla acclamante, sentivo solo il mio respiro; ascoltavo solo il mio cuore.
Riassumerei questa esperienza in due parole: poesia e gioia. Il motivo di tale rapimento va ricercato, come spiega il professor Giuseppe Iannoccari, neuropsichiatra e presidente dell'Associazione Assomensana, nell’asse diretto piede encefalo. Le sensazioni procurate dal contatto “nudo” con il terreno arrivano direttamente al cervello, bypassando la ragione e i filtri razionali. Il piede, infatti, con le sue innumerevoli terminazioni nervose, è legato ad alcuni centri del piacere, in particolare quello limbico, il sistema coinvolto quando proviamo emozioni, e responsabile del benessere e della gratitudine.
Ecco spiegati il senso di gioia e di totale “appartenenza” che ho provato nel correre la maratona di New York senza scarpe, per festeggiare il mio sessantesimo compleanno.
Sono giunto a questa particolare tecnica proprio per i tanti benefici riconducibili sia alla camminata, sia alla corsa a piedi scalzi. Benefici che vanno ben oltre la pura e semplice gioia. Queste pratiche, infatti, ristabiliscono una buona qualità del sonno, aiutano a gestire l’ansia e riducono lo stress; migliorano inoltre i risultati intellettivi, in particolare nei bambini, favorendo l’apprendimento. E ancora assicurano efficienza al nostro sistema immunitario e nella stagione fredda si dimostrano una valida terapia del freddo nel prevenire le malattie da raffreddamento.
In particolare, la corsa, con l’appoggio prevalentemente sull’avampiede, garantisce una corretta postura che dall’articolazione tibio-tarsica interessa il ginocchio e tutta la schiena. La camminata, per contro, con una perfetta rullata che coinvolge tutta la volta plantare, attiva il nostro secondo cuore, posizionato sul tallone che, lavorando come una vera e propria pompa, migliora il recupero circolatorio venoso e linfatico.
Per quanto riguarda i rischi della corsa a piedi scalzi, si evidenziano una marcata sollecitazione a carico del tendine del tibiale e del polpaccio, ma devo dire che, a tutt’oggi, non ho mai subito infortuni o lesioni a carico degli arti inferiori. I benefici, invece, non si contano.
Il vostro supporto tecnico è stato prezioso. Il sistema Optogait ha confermato la validità della tecnica barefoot e i benefici ad essa riconosciuti. Come mi hai fatto notare, si apprezza in particolare l’incremento del ritmo e conseguente riduzione della falcata, con un appoggio dell’avampiede in linea con l’articolazione dell’anca.
Il sovraccarico funzionale risulta per questo contenuto e la corsa decisamente meno invasiva rispetto alla dinamica tradizionale che prevede uno sviluppo in lunghezza del passo ben oltre l’asse delle anche. L’appoggio sull’avampiede inoltre ha indicato interessanti benefici a carico della fascia. In definitiva, un’analisi interessante e una conferma gradita.
Devo essere sincero, sono da sempre un “Runner per Amore”. Ho festeggiato il mio 45° compleanno correndo la mia prima maratona e precedentemente alcune mezze. Oggi il mio appuntamento agonistico annuale è “La Stracada” che (senza nulla togliere alle altrettanto importanti gare amatoriali sul territorio) rappresenta per me un modo unico di “vivere Biella”.
A novembre dello scorso anno ho voluto festeggiare il mio 60° compleanno correndo la maratona più partecipata ed emozionante del mondo, e di farlo a piedi scalzi. Ho così voluto dare alla corsa, alla “mia” corsa, l’onore di ufficializzare la sessantesima candelina. Sì, perché la corsa, al pari degli allenamenti in sala attrezzi, mi guida da sempre nei momenti difficili come nelle circostanze delicate. Le scelte più brillanti posso dire di averle proprio “partorite” correndo. Con il polso orfano del cronometro, il contachilometri abbandonato al cassetto e i piedi liberi dalle scarpe, apprezzo tutta la gioia di correre.