05/08/2020

Piedi piatti: sintomi, cause e trattamento fisioterapico

Il piede piatto è una conformazione anatomica, generalmente bilaterale, caratterizzata da un arco plantare ridotto o assente. Può essere di due diverse tipologie: rigido o flessibile. Nel piede piatto flessibile l’arco plantare ricompare andando in punta di piedi, mentre nel piede piatto rigido no.
Vediamo insieme le caratteristiche dei piedi piatti, i sintomi e la terapia conservativa consigliata.  

Quali sono le cause più frequenti? 

Il piede piatto solitamente è una condizione congenita, presente dunque dalla nascita, che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente durante la crescita. Il protrarsi del piattismo può essere dovuto a una lassità legamentosa generale e a conformazioni ossee particolari. Questa condizione non è da considerarsi una patologia quando non sono presenti sintomi.
In alcuni casi invece, il piede piatto può essere acquisito a seguito di: 

  • traumi al piede e alla caviglia 
  • patologie neurologiche, neuromuscolari, del tessuto connettivo 
  • obesità o sovrappeso 
  • abitudini posturali scorrette 
  • utilizzo di calzature inadeguate.

I piedi piatti causano dolore? 

Solitamente non sono associati a disturbi particolari. In alcuni casi però, l’assenza dell’arco plantare è sintomatica e si manifesta sotto forma di: 

  • dolore ai piedi, in particolare sul tallone o nella parte centrale 
  • dolore alle caviglie 
  • dolore nella parte bassa delle gambe, comprese le ginocchia.

Quando sono sintomatici, quale terapia conservativa si consiglia? 

La terapia non-chirurgica comprende alcuni accorgimenti che possono aiutare notevolmente a ridurre la sintomatologia dolorosa, tra cui: 

  • l’utilizzo di plantari modellati sul piede del paziente 
  • l’utilizzo di scarpe ortopediche studiate appositamente per i piedi piatti 
  • un programma dietetico volto alla riduzione del peso per quei pazienti in sovrappeso o affetti da obesità 
  • un periodo di riposo dalle attività che possono favorire la comparsa del dolore (ad esempio la corsa) 
  • praticare attività sportive come il ciclismo e il nuoto. 

In che modo la fisioterapia può essere d’aiuto? 

L’obiettivo della fisioterapia è ridurre il dolore e migliorare le capacità di movimento. 
Gli strumenti utilizzati sono le terapie fisiche (ultrasuoni, ghiaccio o TeCar), il trattamento manuale - utile per restituire mobilità nei distretti rigidi (specialmente nel piede piatto rigido) - e molteplici esercizi per migliorare la propriocezione e la forza del piede, riducendo quindi il piattismo. 
Il Progetto Riabilitativo prevede lavori di equilibrio con: 

  • esercizi su piani instabili e monopodalici 
  • esercizi dinamici con step e ostacoli 
  • esercizi di rinforzo per la muscolatura intrinseca del piede 
  • esercizi globali per migliorare il movimento di tutto l’arto.

Piedi piatti nei bambini: quando si tratta di malformazione?

Alla nascita e nei primi anni della fanciullezza, tutti i bambini presentano i piedi piatti. Si tratta di una condizione passeggera che scompare con lo sviluppo dell’arco plantare durante il percorso di crescita.
Nel caso in cui, nella tarda infanzia/prima adolescenza, il piede piatto non si fosse corretto e risultasse sintomatico, è necessario rivolgersi ad un Ortopedico specializzato nel trattamento del piede, in modo da valutare la necessità di un intervento chirurgico volto alla correzione dell’arco plantare.